www.rivieraoggi.it/tag/salute-benessere/

28 agosto 2011

Gregg Braden


Le antiche tradizioni
ci ricordano
che la ragione principale
per cui siamo venuti al mondo
è amare 
e trovare un amore
perfino più grande 
di quello conosciuto
dagli angeli del paradiso.

" L'effetto Isaia "



23 agosto 2011

Un Disegno di Legge per la tutela delle persone affette da obesità


L'obesità e i disturbi dell'alimentazione
rappresentano le patologie croniche che più caratterizzano la 9 del mondo occidentale.
La patogenesi è multifattoriale: genetica e ambiente (famiglia, lavoro, società), stile di vita (abitudini alimentari scorrette, ridotto dispendio energetico), alterazioni metaboliche, patologie cardiovascolari, osteoarticolari, ma anche disturbi di personalità, umore e varie forme di ansia.

Nel nostro paese, i giovani affetti da anoressia nervosa sono lo 0,6 % delle donne e lo 0,03 % degli uomini, mentre sono affetti da bulimia nervosa l’1 % delle donne e lo 0,1 % degli uomini.
Il 10 % della popolazione adulta è, invece, affetta da obesità, dove un 10% presenta complicanze cardiovascolari, dismetabolici, osteoarticolari, respiratori e, purtroppo, un alto numero di decessi è riconducibile a questa patologia. 

La ripercussione sulla spesa della sanità pubblica e sui costi sociali  è davvero notevole, ma non lo è da meno, sulle condizioni e qualità di vita, soprattutto relazionale, delle persone che ne sono colpite.


Dati allarmanti, quindi, oltretutto in continua crescita, che non possono più essere ignorati.
Si è posta pertanto l’urgenza e la necessità di prevedere norme a tutela della salute e miglioramento delle condizioni di vita di tali soggetti; disposizioni che dovrebbero affrontare in maniera concreta il problema, ed arginare il dilagare di questa patologia.

Istituzione, dunque, di strutture multidisciplinari per la diagnosi, cura e assistenza; associazioni, centri e programmi di ricerca; linee guida relative la definizione degli accertamenti diagnostici, dei prodotti dietetici, integratori alimentari e farmaci; finalità e modalità di svolgimento delle campagne e dei programmi di informazione su danni e conseguenze derivanti dall’obesità e dai DA, nonché sulle condizioni di insorgenza della malattia, sui regolamenti di prevenzione, diagnosi e cura, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado; corsi di formazione e di aggiornamento per il personale medico e non medico; procedure di coordinamento a livello nazionale e regionale; riconoscimento dell’obesità grave come handicap; abbattimento delle barriere architettoniche.

Fernando Botero



30 luglio 2011

Avevano promesso


Avevano promesso
 il regno della giustizia e della moralità;
e le parzialità e le birbonerie,
le ladrerie continuavano come prima:
i potenti e i prepotenti d'un tempo
 erano tuttavia al loro posto!

 I viceré
Federico De Roberto 
- 1894 -


21 luglio 2011

Caos calmo

Ormai è il mondo, stellina, 
a non essere normale.
Polimeri, ormoni, telefonini, 
benzodiazepine,
debiti, carrelli al supermercato,
 ordinazioni al ristorante, 
negozi di occhiali,
A è innamorato di B 
ma B non è innamorato di A,
i soldi finiscono sempre rubati,
ogni morte ha un colpevole.
 Ecco cos'è il mondo.
Non è più normale


Sandro Veronesi - Premio Strega 2006



8 luglio 2011

Voltaire


Il nostro rispetto
è dovuto a chi domina gli animi
con la forza della verità,
non a coloro che rendono schiavi 
con la violenza,
a chi conosce l'universo,
non a coloro che lo stravolgono.

(Lettere filosofiche)

30 giugno 2011

Siamo sempre più attratti dal "noir".

Siamo sempre più attratti dal "noir"
In TV, come nelle sale cinematografiche, e ancora di più nella realtà, sono le storie di delitti, omicidi di vario genere, casi irrisolti, e quanto ruota intorno a ciò, quale il lavoro degli inquirenti, piste da seguire, sospettati, indagati e colpevoli...  che hanno un certo  "non so che"... che attira, affascina e coinvolge.

Ci trasformiamo in Sherlock Holmes, o magari nelle vesti del tenente Colombo o della signora Fletcher, per dare un parere, accusare o difendere, in base al nostro fiuto investigativo.

Ci piace Criminal Minds, CSI, Cold Case, The Mentalist..., ma anche Don Matteo, Il Commissario Montalbano, RIS..., e poco importa se a volte scontati, banali, artificiosi, poco vicini alla realtà, purchè siano avvincenti e intriganti come non mai.

E purtroppo molte vicende di questi ultimi tempi balzano agli onori della cronaca quasi fossero degli sceneggiati, delle serie TV dove, purtroppo, i protagonisti non sono attori e dove le storie sono vere per davvero.

Gli omicidi di Melania Rea, di Sara Scazzi, di Yara Gambirasio, per citarne alcuni e tra i più recenti, vengono seguiti dai media in un modo che non si siesce a capire dove sia il confine della notizia, quale cronaca ed informazione, e dove, invece, oltrepassando questo limite, interessa solo fare audience e cronaca nera, oltrepassando di gran lunga il limite del rispetto delle vittime e dei loro familiari.
Vittime e familiari che diventano primi attori. Loro malgrado o per propria scelta.

E giornalisti, investigatori, avvocati, psicologi, opinionisti  valutano e passano al setaccio prove (reali o costruite), vita privata, profili psicoanalitici dei sospettati, supposizioni, indagini varie ed interviste, che alimentano l'alone di mistero intorno al caso del momento. 
E cresce di più l'indignazione per le lungaggini investigative e per il colpevole che non si concretizza, quasi facessimo tutti parte degli inquirenti.

E si va avanti, con programmi e serie TV all'insegna del giallo e del noir. 
Cronaca nera, segreti, misteri, colpi di scena... "carte vincenti", non solo per la gran parte dei telespettatori che sembrano attratti, meglio dire catturati, da questo genere televisivo e fatti di cronaca.
Lo hanno capito bene i giornalisti, i produttori, gli addetti alla programmazione dei palinsesti... e non solo loro.


16 giugno 2011

Non parlare di libertà


Non parlare di libertà. 
Tutti sono bravi a parlare di libertà. 
Libertà di qua, libertà di là. 
Ci si riempiono la bocca. 
Ma che diavolo te ne fai della libertà? 
Se non hai una lira, un lavoro, 
hai tutta la libertà del mondo 
ma non sai cosa fartene. 
Parti. E dove vai? E come ci vai? 
Sai chi sono gli unici ad averla? 
La gente coi soldi. 
Quelli sì.

Come Dio Comanda 
 Niccolò Ammaniti 
2006
Premio Strega 2007


10 giugno 2011

Prova costume


Ed ora viene il bello! 

Manca poco all'estate e, con i primi caldi, si cominciano ad indossare abiti più leggeri, più scollati ed, aimhè, si presenta anche la consapevolezza che il proprio corpo è invece da nascondere sotto infiniti fogli di carta stagnola.
E come si fa a mettersi in costume?

Sono 4 le categorie delle donne "da spiaggia":

    - le numero 1 (poche!)
le "divine", le "bellissime", quelle cioè che in costume sono uno "schianto" ... e che, beate loro, se la ridono mentre le altre rodono d'invidia;

  -  le numero 2 (troppe!)
le "così e così", che con qualche trucco o stratagemma, giocando su un modello di costume più adatto, mostrando un pareo molto "chic" o di tendenza appaiono anche carine e "non male", ma che in cuor loro sono sempre piene di complessi;

   - le numero 3 (molte!)
le bruttine che, con cellulite, circonferenze di troppo, magrezza, brufoli, depilazione non perfetta e andatura goffa, restano tutta l'estate sotto l'ombrellone leggendo un libro dietro l'altro, per poi fare un tuffo veloce quando la spiaggia è deserta;

   - le numero 4 (tante!)
quelle a cui non importa affatto di mostrare il loro fisico "così com'è": poco importa se con un pò di ciccia in più o in sottopeso, se con i segni della maternità o dell'allattamento, o se con i segni dell'età, purtroppo, severi e spietati. Quelle che il bikini indossato fa esclamare: "oddio, ma che s'è messa addosso quella!?", ma che a quella "non gliene può fregar di meno di quello che dicono gli altri" !
Ecco, in linea di massima sono queste le tipologie... e certo c'è poco da ridere.
Perchè?
Perchè sono le donne ad essere passate al microscopio. Degli uomini, invece, non importa granchè se hanno il pancione, la schiena piena di brufoli o peli come una scimmia...
Che snervo !
A stabilimenti "in", meglio optare per spiagge dove non ci si sente in passerella... oppure non resta che scegliere la montagna.

W le numero 4 !!!


25 aprile 2011

Pensiero del mattino








Non voglio troppo denaro.


Ne voglio solo per il necessario, 
beh… forse un “pochino” di più.


Ma basta accontentarsi… 
ed essere felice.











18 aprile 2011

Se il “miglioramento” genetico del grano ha permesso di aumentare le rese, sono purtroppo aumentate anche i disturbi digestivi, le allergie e le intolleranze alimentari.


È il grano, più di qualunque altro cereale, ad avere un posto di eccellenza sulla tavola degli italiani. Ed è con farina di questo antico e prezioso alimento, dono indiscusso della terra, che si soddisfa il bisogno alimentare primario dell’uomo.

Alimento apprezzabile per l’aspetto nutrizionale e culturale, non lo è da meno sotto l’aspetto agricolo ed economico. Purtroppo negl’ultimi decenni si ritiene possa esserci una correlazione tra consumo di prodotti con farina di grano e lo sviluppo di vari problemi digestivi, quali gonfiore e coliche addominali, ma anche di intolleranze ed allergie.

Purtroppo la causa si può attribuire alla modificazione genetica a cui vengono sottoposti gli alimenti. E l’aumento dell’incidenza della celiachia sembrerebbe, altresì, essere collegata a questi interventi: la modificazione della frazione proteica del grano determinerebbe anomale reazioni, risultando così difficile da digerire, e spiegherebbe l’insorgenza dei disturbi; frazione proteica responsabile, quindi, anche dell'enteropatia infiammatoria e conseguente malassorbimento, caratteristico della celiachia.

Il grano è solo uno dei tanti alimenti soggetti a trasformazioni, dovute per rispondere alle maggiori richieste per coprire il fabbisogno alimentare della popolazione, per le esigenze di produzione e per assicurare una maggiore resistenza genetica ai parassiti, alle malattie fungine e virali…; più prodotto, quindi, in tempi brevi, a basso costo e di maggiore qualità.

Ma quest’ultima tesi sembra essere messa in discussione se vi è una evidente criticità: possibili impatti sulla salute dell’uomo e sicurezza del cibo, possibili rischi di allergie, tossicità derivanti da nuove proteine e possibili cambiamenti del contenuto nutrizionale. Per semplificare ed accelerare i processi di produzione del pane e della pasta si usano farine addizionate di glutine. Se il pane rafferma, si può ovviare con piante che producono chicchi con amido trasformato.

Si toglie, si aggiunge, si modifica secondo le esigenze e i desideri dei colossi dell’industria alimentare, delle multinazionali o per le richieste di mercato.
Poco importa se il ciclo di produzione viene compromesso, insultato, o se è danneggiata la naturale composizione dell’alimento o dei principi nutritivi stessi.
Quando la forte concimazione a base di nitrati, tendeva a fare piegare le spighe di grano (allettamento), già di per sé troppo alte e fragili all’azione del vento e della pioggia, fu necessario intervenire in qualche modo.

Non solo produzione di ibridi a questo punto, ma un intervento più rilevante, quale l’esposizione a raggi gamma per ottenere un grano più basso (nano), più produttivo e con più glutine. Dal tipico grano duro denominato “Cappelli”, nacque il grano “Creso”,  e dalla farina dei suoi chicchi vengono preparati, oggi, la maggior parte dei prodotti a base di farina di frumento.

Il consumatore, attento alla propria salute non può fare altro che scegliere quelle varietà non manipolate, poco diffuse sul territorio, dicasi di “nicchia”, quali la varietà Senatore Cappelli (varietà “eletta”selezionata prima dell’era della manipolazione), il kamut o il farro; cereali ottenuti ricorrendo al metodo biologico o a quello biodinamico, dove la qualità superiore del prodotto, si ripercuote su una pregevole panificazione, un ottimo gusto e digeribilità.
Non resta, poi, che auspicarci ulteriori e più attente indagini epidemiologiche e scientifiche a riguardo.


8 marzo 2011

Auguri !

"Dama con l'ermellino"
Leonardo da Vinci 

Le donne sono fatte per essere amate,
non per essere capite.
Oscar Wilde

Le donne, come i sogni,
non sono mai come tu le vorresti.
Luigi Pirandello

"La ragazza col turbante"
Jan Vermeer 

27 febbraio 2011

Dalai Lama



I 18 principi della felicità 

1. Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grande risultati comportano un grande rischio. 

2. Quando perdi, non perdere la lezione. 

3. Segui sempre le tre "R": Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni. 

4. Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna. 

5. Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6. Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia. 

7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo. 

8. Trascorri un po' di tempo da solo ogni giorno. 

9. Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori. 

10. Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta. 

11. Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta. 

12. Un'atmosfera amorevole nella tua casa deve essere il fondamento della tua vita. 

13. Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato. 

14. Condividi la tua conoscenza. È un modo di raggiungere l'immortalità. 

15. Sii gentile con la Terra. 

16. Almeno una volta l'anno vai in un posto dove non sei mai stato prima. 

17. Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l'uno dell'altro. 

18. Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.