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15 aprile 2022

Venerdi Santo - Luca 23,33-46

"Cristo crocefisso"
Diego Velázquez
Olio su tela - 1632 circa
Museo del Prado
Madrid - Spagna.

33 Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. 
34 Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".
Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. 
35 Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: "Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto". 
36 Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: 
37 "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso"
38 C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.
39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". 
40 Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena?
 41 Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". 
42 E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno"
43 Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso".
44 Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. 
45 Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. 
46 Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò.





14 aprile 2022

Il monaco Serafino e Cristo crocifisso


Un monaco di nome Serafino chiedeva con insistenza al Signore di poter prendere il suo posto sulla croce, perché voleva condividere totalmente il ruolo di Cristo. 

Un giorno il Crocifisso accettò, ma a un patto
Il Signore Gesù gli disse: 
"Che tu stia zitto!". 
Serafino, essendo monaco, era abituato al rigore e all’osservanza del silenzio, quindi promise immediatamente. 
Il Cristo scese allora dalla croce, che era in chiesa, e vi salì invece il monaco Serafino.

Accadde che da lì a poco, entrò un uomo ricco a pregare e, mentre pregava, gli scivolò giù il sacchetto dei soldi. Si alzò per andarsene e Serafino, che aveva visto, avrebbe voluto dirgli che gli era caduto il sacchetto, però si era impegnato a tacere e quindi tacque.

Subito dopo entrò un uomo povero, cominciò a pregare, ma gli caddero subito gli occhi su quel sacchetto di soldi; si guardò intorno, non c’era nessuno che lo vedesse, prese il sacchetto, se lo mise in tasca e scappò. Serafino avrebbe voluto dirgli che non doveva prenderli, perché non erano suoi, ma si era impegnato a star zitto e dunque tacque.

Poi entrò un giovanotto che si mise devotamente in ginocchio ai piedi del crocifisso chiedendo aiuto e protezione perché stava per mettersi in viaggio per mare. In quel mentre entrò l’uomo ricco con i gendarmi dicendo che aveva lasciato in chiesa il sacchetto dei soldi. L’unica persona presente era quel giovanotto, i gendarmi lo presero e lo arrestarono. A quel punto Serafino non riuscì più a stare zitto e gridò: "È innocente".

Figuratevi! 
Il crocifisso parlante salvò quel giovane dalla galera, perché in forza di quella voce fecero meglio le indagini, lasciarono andare il giovanotto che si imbarcò, e arrestarono il povero che aveva preso i soldi, ed il sacchetto coi denari fu restituito al ricco.

Alla sera il Cristo tornò con la faccia scura e rimproverò severamente Serafino
"Così non va proprio bene!"
"Ma come, Signore?". 
"Ti avevo detto di stare zitto"
"Ma ho rimesso a posto le cose, ho fatto giustizia".

Disse allora il Signore: 
"No, Serafino, tu hai sbagliato tutto; il tuo impegno era quello di tacere; me lo avevi promesso. Invece, parlando, tu hai rovinato la mia azione
Quel ricco stava per fare un’opera cattiva con quei soldi e io glieli ho fatti perdere; 
quel povero ne aveva bisogno e io glieli ho fatti trovare; 
quel giovanotto ora sta naufragando in mare, e mi aveva chiesto aiuto: se fosse andato in prigione, almeno per un giorno, avrebbe perso la nave e non sarebbe morto.
Hai rovinato tutto, non sei in grado di metterti al mio posto, caro Serafino! Anche se sei un monaco, e ti consideri avanti nella vita spirituale, la Mia Provvidenza guida le cose meglio di voi, anche quando sembrano andare storto".

È un racconto dalla tradizione spirituale russa da cui attingere una preziosa morale:

Quando ci si rivolge al Signore per chiedere conforto e risposte, si è spesso impazienti e in atteggiamento di volere che le cose vadano secondo i nostri piani. Ma per il Signore non è così. Lui sa, dall'alto della sua onnipotenza e divinità, come e quando e perché le cose debbano andare in un certo modo.

Per il nostro bene, per gli altri... per un disegno divino di cui Lui sa la ragione.

Il tutto dettato dal suo infinito e vero amore. Anche quando le cose sembrano andare storte, anche quando sembra non accadere nulla bisogna avere fede.





12 aprile 2022

"Sono quel che sono..." di Walt Whitman

Foto di 
Rodney Smith 

Sono quel che sono, e questo è sufficiente. 
E se nessun altro al mondo se ne accorge, sono contento, e se tutti se ne accorgono sono ugualmente contento. 
C’è un mondo intero che se ne accorge, e per me di gran lunga il più grande, e questo sono io, e se arrivo a capirmi oggi o tra diecimila o dieci milioni di anni, posso accettarlo allegramente ora o, altrettanto allegramente, posso aspettare. 
Il mio punto d’appoggio è cementato e mortasato nel granito, rido di ciò che tu chiami dissoluzione, e conosco l’ampiezza del tempo. 
Sono il poeta del corpo, e sono il poeta dell’anima. 

dal libro Foglie d'erba


11 aprile 2022

Paura



Si ha paura del buio.
È l'ignoto che fa spavento.
Si ha paura del pianto.
Perché quelle lacrime.
Si ha paura del dolore.
Mio Dio toglici il dolore.
Si ha paura della guerra.
Assurda devastante
inutile è la guerra.
Si ha paura dell'uomo malvagio.
Ignobile bieco e nocivo 
è l'uomo perverso.
Si ha paura del futuro.
Chissà se avremo
ancora un futuro.
Mio Dio porta via la paura.
Porta via il buio il pianto
la guerra e l'uomo malvagio.
Donaci mio Dio cuori migliori
e ancora un domani.

🥀

10 aprile 2022

"Guardiamo tutti gli stessi..." di Chuck Palahniuk


Guardiamo tutti gli stessi programmi televisivi.
Alla radio ascoltiamo tutti le stesse cose, parliamo tutti delle stesse cose. 
Non c'è rimasta più nessuna sorpresa. 
Tutto uguale sempre di più. 
Solo ripetizioni. 
Siamo cresciuti tutti con gli stessi show televisivi.
È come se avessimo tutti lo stesso impianto di memoria artificiale.
Non ricordiamo quasi nulla della nostra reale infanzia, eppure sappiamo perfettamente tutto quello che succedeva alle famiglie delle sitcom.
Abbiamo tutti gli stessi traguardi.
Tutti le stesse paure.
Il futuro non è radioso. 
Molto presto, avremo tutti gli stessi pensieri allo stesso momento. 
Andremo perfettamente all'unisono. 
Sincronizzati. Connessi. 
Uguali. Gli stessi. 
Come formiche. Insetti. 
Pecore.


7 aprile 2022

"Poi tornerò qui. Da lui." di Milena Maggio


“Saluta sempre. Buongiorno e buonasera sono importanti”
“Sì nonno, lo faccio. Saluto sempre.”
“E ti ricordi di ringraziare con un biglietto dopo un invito a cena?”
“Me lo ricordo, ma adesso i biglietti non si usano più nonno. Invio un messaggio con il telefonino.”
Allora lui guarda un punto lontano e se seguo il suo sguardo arrivo alla vela di una barca che scivola tranquilla sull’acqua.
“Si regalano ancora i fiori alle donne?” mi chiede.
“Qualcuno lo fa. Non molti però” rispondo.
“Quand’è l’ultima volta che ne hai ricevuti?”
“Non me lo ricordo nonno” dico alzando le spalle “Ma non importa” concludo.
“Importa e come. I gesti gentili sono importanti. Tua nonna mi metteva fiori secchi di lavanda tra i fazzoletti nel cassetto. Così pensavo a lei pure quando ero raffreddato. È la gentilezza che fa l’amore. Se con gli altri sei educato, devi esserlo ancora di più con chi ami”
Gli poggio la mano sul braccio e lui gira il volto verso di me. Ha gli occhi lucidi. Forse è un po’ confuso. Non lo capisce questo nuovo mondo e io non ho voglia di mentirgli.
Però mi porto la sua mano sul viso e resto contenta e grata di quella carezza.
Poi gli dico “Nonno. Io sono una persona educata e gentile ed è soprattutto per merito tuo”
Mi fa cenno di sì con la testa e poi mi indica il vulcano oltre il golfo “Quello lo chiamate ancora Vesuvio, vero?”
E giù a ridere insieme.
Un minuto ancora abbiamo “Nonno, lo sai che quando verrò tu devi essere qui ad accogliermi!”
“Picciré, io non mi muovo da qua. Fai quello che devi fare e poi vieni”
Sento il profumo del gelsomino e della sfogliatella calda, la sua mano è sulla mia. Chiudo gli occhi e vado a fare quello che devo ancora fare in questa vita.
Con gentilezza e amore.
Poi tornerò qui. 
Da lui.


5 aprile 2022

Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa...."


Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita.

L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole.

La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii.

Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Carl Sagan  -  Pale Blue Dot -



4 aprile 2022

"In certe donne..." di Alphonse Karr


In certe donne che non sono né belle né piacevoli quanto altre, c’è un fascino invincibile che attrae gli uomini e stupisce e fa sdegnare le altre donne le quali non possono rendersene conto, perché esso agisce soltanto sugli uomini.
La ragione è che una certa donna è più donna di un’altra come fra due bottiglie di vino delle stesse dimensioni una contiene più aroma ed essenza di vino di un’altra, così in una donna c’è molta più femminilità che in un’altra.



31 marzo 2022

Tāj Mahal


Il Tāj Mahal è un mausoleo nella città di Agra, in India, considerato uno delle più notevoli bellezze dell'architettura.
Appartenente alle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, il Tāj Mahal è inserito nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nel 1983. 

Oltre la bellezza e l'imponenza, è la storia che lo accompagna ad affascinare; il lato romantico di chi e perché volle tanta maestosità. 


Fu costruito in ricordo di una donna, a testimonianza di un grande amore da Shāh Jahān, imperatore in India dal 1628 al 1658, appartenente alla stirpe islamica dei Moghul. 

Amava una vita di piaceri e agi e molte furono le spedizioni per il desiderio di conquista e altrettanti furono gli edifici imponenti e sfarzosi, dai costi incalcolabili, lasciati a testimonianza della sua ricchezza.

La costruzione del Tāj Mahal, letteralmente “Palazzo della Corona”, e capolavoro senza eguali, ebbe inizio nel 1632, come mausoleo in memoria della moglie Mumtāz Maḥal (nata Arjumand Bānū Bēgum), in seguito alla sua morte dopo aver dato alla luce una bambina, mentre seguiva il marito in una campagna militare nel sud dell’India. 


Mumtāz Maḥal, "Gioiello del Palazzo", in persiano, fu la favorita nella corte, tra diverse mogli, concubine e danzatrici.

I lavori per il  Tāj Mahal continuarono senza interruzione per circa ventidue anni e richiesero oltre 20.000 
lavoratori provenienti dall’India, dalla Persia, dall’Europa e dall’Impero ottomano, insieme a oltre 1.000 elefanti. In base alle ipotesi più accreditate, il Taj Mahal fu ideato e progettato da Ustad Ahmad Lahori, architetto persiano, ingaggiato dall’imperatore Shah Jahan per la progettazione di altri importanti costruzioni.

Sorge all’interno di un grande giardino a pianta quadrata, forma preferita dall’architettura islamica e simbolo della perfezione divina, con il quale venne concepito e poi realizzato ogni elemento architettonico; spiccano, infatti,  l’estrema simmetria ed il rigore geometrico.

La commissione di diverse maestranze ed artisti persiani, indiani e pakistani ha fatto in modo che lo stile indiano e persiano (rispettivamente le nazionalità dell’Imperatore e di sua moglie) si fondessero in uno stile davvero singolare.

I candidi toni dei marmi utilizzati ricordano il colore bianco, legato al lutto e, grazie alle inclusioni scintillanti della pietra, l’intero edificio cambia cromia nelle diverse ore del giorno, passando dal beige al rosa. E poi il tufo rosso,  pietre rare quali la giada e il cristallo ma anche il turchese, i lapislazzuli, il crisolito nonché le conchiglie, il corallo e la madreperla.


All’interno del  Tāj Mahal si può vedere il cenotafio di Mumtāz Maḥal, al centro esatto della struttura ma la vera tomba (dove dopo venne deposto anche l’imperatore) si trova in una cripta nella parte sottostante non visitabile dal pubblico. 


Quando la tomba venne terminata l’imperatore adagiò sul feretro della moglie i diamanti più preziosi del suo tesoro e fece stendere sul sarcofago un mantello di perle. Il sepolcro fu poi circondato da una balaustra d’oro e i pavimenti dell’intera stanza furono ricoperti da pregiatissimi tappeti di fattura persiana e moghul. Centinaia di candelabri d’argento e altrettante lampade d’oro furono appesi alle pareti e la porta d’ingresso fu arricchita di un cancello d’argento massiccio.

I mosaici di pietre preziose che ricoprono i due sepolcri sono considerati tra i più belli del mondo e la vivacità dei colori degli stessi contrasta con la sobrietà dei disegni calligrafici delle pareti superiori.


Di tutti questi tesori, depredati durante le razzie che accompagnarono la fine dell’era moghul, rimane, purtroppo, molto poco. 

Inoltre, da diversi anni sono necessari continui restauri e pulizia poiché, per l'effetto dell'inquinamento a causa delle polveri sottili, il marmo sta ingiallendo.




29 marzo 2022

"Tra le tue braccia" di Alda Merini


C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato,
per quanta emozione provi,
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età;
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente 
non smette mai di sognare…
Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai
ch’io possa rinunciar a chi
d’amor mi sa far volar.



25 marzo 2022

L' Ave Maria


Il testo originale latino è il seguente:


Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.


IngleseAve Maria:
Hail Mary, full of grace,
the Lord is with thee.
Blessed art thou among women,
and blessed is the fruit of thy womb, Jesus.
Holy Mary, Mother of God,
pray for us sinners,
now and at the hour of our death.


FranceseAve Maria:
Je vous salue, Marie pleine de grâces,
le Seigneur est avec vous.
Vous êtes bénie entre toutes les femmes
et Jésus, le fruit de vos entrailles, est béni.
Sainte Marie, Mère de Dieu,
priez pour nous pauvres pécheurs,
maintenant et à l'heure de notre mort. Amen.


SpagnoloAve Maria:
Dios te salve, María, llena eres de gracia,
el Señor es contigo.
Bendita tú eres entre todas las mujeres,
y bendito es el fruto de tu vientre, Jesús.
Santa María, Madre de Dios,
ruega por nosotros pecadores,
ahora y en la hora de nuestra muerte. Amén.


Tedesco – Ave Maria:
Gegrüßet seist du, Maria, voll der Gnade,
der Herr ist mit dir.
Du bist gebenedeit unter den Frauen,
und gebenedeit ist die Frucht deines Leibes, Jesus.
Heilige Maria, Mutter Gottes,
bitte für uns Sünder
jetzt und in der Stunde unseres Todes. Amen.




21 marzo 2022

"Teste fiorite" di Gianni Rodari


Se invece dei capelli sulla testa
ci spuntassero i fiori, sai che festa?
Si potrebbe capire a prima vista
chi ha il cuore buono, 
chi la mente trista.
Il tale ha in fronte
 un bel ciuffo di rose:
non può certo pensare 
a brutte cose.
Quest’altro, poveraccio, 
è d’umor nero:
gli crescono le viole del pensiero.
E quello con le ortiche spettinate?
Deve avere le idee disordinate,
e invano ogni mattina
spreca un vasetto o due di brillantina.