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6 febbraio 2022

Festival di Sanremo 2022


Come ogni anno, il Festival di Sanremo fa parlare di sé.
Si snobba, si segue un po', si resta incollati allo schermo fino a tarda ora per tutte le serate, legati ad un'istituzione tutta italiana da non perdere, a prescindere.
Si critica, si apprezza, si omaggia.
Ognuno dice la sua. Salotti in TV, radio, social, stampa... tutti ne parlano.
Edizione 2022?
Le canzoni che mi hanno emozionato sono state le cover della penultima serata.
Quelle in gara senza "pathos".
I "look" di alcuni cantanti inguardabili, penosi, da shock.
I temi trattati nei monologhi, attuali, reali, riflessivi... quindi? Serve forse il palco di Sanremo per smuovere le coscienze?
Il vincitore poco credibile e scontato, come sempre!
Insomma, tutto studiato a tavolino. 

Ecco... 

Dateci altre serate delle cover... dateci ancora Cremonini, Mengoni, Pausini, Meduza... e Drusilla... per "emozionarci" davvero!



"Ti auguro tempo" di Elli Michler


Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.


4 febbraio 2022

Drusilla Foer

 


 Drusilla Foer.
Che dire?

 Mi affascina questo personaggio. 
Dicono di lei: elegante, intelligente, 
professionale, stilosa, di classe, simpatica. 

Da Gianluca Gori, attore, 
nasce questa nobildonna toscana 
che ieri ha conquistato 
il pubblico dell'Ariston 
e un po' tutti. 

Mi intriga il personaggio 
con il suo essere 
femminile e maschile.




3 febbraio 2022

Nessuno ci fa del male...


 Nessuno ci fa del male.
 Siamo noi 
che ci facciamo del male 
perché facciamo cattivo uso 
del grande potere che abbiamo:
 il potere di scegliere. 

Martin Kole



2 febbraio 2022

Mio Dio, non dimenticarti di me


Mio Dio, non dimenticarti di me,
quando io mi dimentico di te.
Non abbandonarmi, Signore,
quando io ti abbandono.
Non allontanarti da me,
quando io mi allontano da te.
Chiamami se ti fuggo,
attirami se resisto,
rialzami se cado.

Donami, Signore, Dio mio,
un cuore vigile
che nessun vano pensiero
porti lontano da te,
un cuore retto
che nessuna intenzione 
perversa possa sviare,
un cuore fermo
che resista con coraggio 
ad ogni avversità,
un cuore libero
che nessuna torbida
passione possa vincere.

Concedimi, ti prego, 
una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi, 
una vita che ti piaccia,
una perseveranza 
che ti attenda con fiducia
e una fiducia che alla fine 
giunga a possederti.
Amen.

San Tommaso d'Aquino


31 gennaio 2022

"Da dove sono venuto?" di Rabindranath Tagore


Da dove sono venuto?
Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia, 
in tutte le mie speranze, 
in tutti i miei amori, nella mia vita, 
nella vita di mia madre, 
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale
che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso,
l'onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore. 
Quale magia ha dunque affidato il tesoro 
del mondo nelle mie esili braccia.


30 gennaio 2022

Il cuore

 

E il cuore
sembra restare lì
a subire
la tristezza dell'animo
quando ogni bruttura
del mondo
ne scalfisce il profondo.
È il dominio
dei prepotenti
il mondo ostile
la mancanza di affetti
e la solitudine
che portano sconforto
e malinconia
che fanno piangere
il cuore.
Ma il cuore si ribella
e instancabile 
va a trovare
l'amore in ogni dove.
Si fa forte
se lo va a cercare
l'amore
ad ogni costo.
In un abbraccio
un bacio
un sorriso
una preghiera.
Nello scodinzolio
di un cane
nell'alba 
di un nuovo giorno
nel profumo
di un fiore
nella melodia
di una canzone
nel donare
la vita stessa.
E anche
nel perdonare
si fa forte il cuore
per cogliere
anche lì
l'amore.

🤎


29 gennaio 2022

I tempi...


"Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro.
Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro.
Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non le vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa."

Sant’Agostino


27 gennaio 2022

Kafka e la bambola viaggiatrice


"Kafka e la bambola viaggiatrice" è il libro di Jordi Sierra i Fabra dove racconta di una bambina che aveva perso la sua bambola, 
prendendo spunto da un episodio realmente accaduto a Franz Kafka, nel 1924, un anno prima della sua morte.
Fu la stessa Dora Diamant, moglie di Franz Kafka, a raccontarlo.


Quando eravamo a Berlino, Kafka andava spesso allo Steglitzer Park.
Talvolta lo accompagnavo.
Un giorno incontrammo una bambina, di nome Elsi che piangeva e sembrava disperata. Le parlammo.
Franz le chiese che cosa le fosse successo e venimmo a sapere che aveva perso Brigida, la sua bambola. Subito lui si inventò una storia plausibile per spiegare la sparizione.
"La tua bambola sta solo facendo un viaggio, io lo so, mi ha scritto una lettera".
La bambina era un po’ diffidente: 
"Ce l’hai con te?". "No, l’ho lasciata a casa, ma domani te la porto".

La bambina, incuriosita, aveva già quasi scordato le sue preoccupazioni, e Franz se ne tornò subito a casa, per scrivere la lettera.
Si mise al lavoro in tutta serietà, come si trattasse della creazione di un’opera.
Era nella stessa condizione di tensione in cui si trovava non appena si sedeva alla scrivania o stava anche solo scrivendo a qualcuno.
Tra l’altro, si trattava effettivamente di un vero lavoro, essenziale al pari degli altri, perché la bambina doveva assolutamente essere resa felice e preservata dalla delusione.
La menzogna doveva dunque essere trasformata in verità attraverso la verità della finzione.

Il giorno successivo portò la lettera alla bambina, che l’attendeva al parco.
La bambola spiegava che ne aveva abbastanza di vivere sempre nella stessa famiglia ed esprimeva il desiderio di cambiare un po’ aria, in una parola, voleva separarsi per qualche tempo dalla bambina, cui per altro voleva molto bene.
Prometteva tuttavia di scrivere ogni giorno, e Kafka scrisse effettivamente una lettera ogni giorno, raccontando di sempre nuove avventure, le quali, seguendo il particolare ritmo vitale delle bambole, si snodavano in modo rapidissimo.

Dopo alcuni giorni la bimba aveva scordato la perdita reale del suo giocattolo e pensava solo e semplicemente alla finzione che le era stata offerta come sostituto.
Franz scrisse ogni frase di quella sorta di romanzo in modo così accurato e pieno d’umorismo che la situazione della bambola risultava perfettamente comprensibile: era cresciuta, era andata a scuola, aveva conosciuto altre persone.
Rassicurava sempre la bimba del suo amore, ma alludeva anche a complicazioni della sua vita, ad altri doveri e altri interessi che, al momento, non le permettevano di riprendere la vita in comune.
La piccola veniva pregata di riflettere sulla cosa e veniva così preparata all’inevitabile rinuncia.
Il gioco durò come minimo tre settimane.
Franz aveva una paura terribile al pensiero di come avrebbe potuto finire il tutto.
Perché la fine doveva essere una vera fine, vale a dire che doveva consentire all’ordine di sostituire il disordine causato dalla perdita del giocattolo.
Cercò a lungo e decise alla fine di far sposare la bambola.
Descrisse dapprima il futuro marito, la festa di fidanzamento, i preparativi del matrimonio, poi in ogni dettaglio la casa dei giovani sposi: 
"Vedi tu stessa che dovremo rinunciare a rivederci in futuro".
Franz aveva risolto il piccolo conflitto di un bambino attraverso l’arte, attraverso il mezzo più efficace di cui disponeva personalmente per riportare ordine nel mondo.

Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la bambola ricevuta in dono.
Diceva: 
"Ogni cosa che ami è molto probabile che la perderai, però alla fine l’amore si muterà in una forma diversa".




25 gennaio 2022

Bambola di pezza


Quella bambola di pezza
morbida e inerme 
tra le mani
di una bimba.
Gli occhi grandi verdi 
e le ciglia dipinte.
Rosea la bocca a cuore 
e le gote appena segnate.
Sono lunghi i capelli dorati
sotto il cappellino di pizzo.
L'abito romantico
rosa pallido
a fiorellini
e verde le scarpine di tela.
È compagna di giochi
la bambola di pezza.
Compagna di sogni
e paure consolate.
Compagna di abbracci
e di storie raccontate.

🥿


22 gennaio 2022

Se metti Dio al primo posto

Pittura di Greg Olsen 

💛

♡ Se metti Dio al primo posto 
tutti gli altri saranno al posto giusto.


♡ Più il Signore è grande dentro di te 
più i problemi sono piccoli.


💛



21 gennaio 2022

"La magia di un abbraccio" di Pablo Neruda


Quanti significati sono celati
 dietro un abbraccio?
Che cos’è un abbraccio 
se non comunicare, condividere
e infondere qualcosa di sé 
ad un’altra persona?
Un abbraccio è esprimere
 la propria esistenza
a chi ci sta accanto, 
qualsiasi cosa accada,
nella gioia e nel dolore.
Esistono molti tipi di abbracci,
ma i più veri ed i più profondi
sono quelli che trasmettono 
i nostri sentimenti.
A volte un abbraccio,
quando il respiro e il battito del cuore 
diventano tutt’uno,
fissa quell’istante magico nell’eterno.
Altre volte ancora un abbraccio,
 se silenzioso,
fa vibrare l’anima e rivela 
ciò che ancora non si sa
o si ha paura di sapere.
Ma il più delle volte un abbraccio
è staccare un pezzettino di sé
per donarlo all’altro
affinché possa continuare 
il proprio cammino meno solo.