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22 novembre 2021

"Il trucco dell'aperitivo" di Gio Evan


Mio padre mi diceva che
per far felice una donna 
non ci vuole molto,
ma ci vuole molto.
Cioè, si spiegava meglio,
non ci vuole molto impegno,
ma ci vuole molta passione.
Non ci vogliono molti soldi,
ma ci vuole molta creatività.
Per vedere se
la donna che hai accanto sta bene,
tu portala a passeggiare, mi diceva.
Portala nei vicoli della città,
portala a guardare le cose piccole,
come le vecchiette che
annaffiano dai balconi.
Che poi le passeggiate aiutano pure
ad innamorarsi di più, mi diceva.
Perché quando si cammina
i pensieri stupidi scorrono via,
e rimane solo il presente,
la bellezza del giorno, voi due.
Poi, portala a fare un aperitivo, 
mi diceva;
quella sarà la prova del nove.
Fate un bell'aperitivo insieme,
riposatevi dalla passeggiata,
bevete e mangiate, ridete,
diamine falla ridere.
E se dopo l'aperitivo ti dice:
"io ho ancora fame, andiamo a cena?"
allora significa che quella persona
sta davvero bene con te.
È felice, mi diceva,
perché una donna quando sta bene
ha sempre fame.



19 novembre 2021

"Quando i genitori invecchiano" di Pablo Neruda


Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere...
Lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue quando eri bambino... 
Lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere...
Lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti...
Lasciali godere vivendo tra gli oggetti che li hanno accompagnati per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita...
Lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu...
Lasciali vivere e cerca di renderli felici l'ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo.


16 novembre 2021

L’amore è l’unico tesoro


"L’amore è l’unico tesoro 
che potete accumulare 
in questo mondo 
e portare con voi nell’altro. 
Tutta la gloria, il lavoro, 
le fortune, i tesori e i successi 
che credete di aver posseduto 
in questo mondo, 
resteranno in questo mondo."

San Charbel Makhluf


14 novembre 2021

"Il gatto e l'uccello" di Jacques Prévert


Un villaggio ascolta desolato 
il canto d'un uccello ferito.
È l'unico uccello del villaggio
e l'unico gatto del villaggio
l’ha divorato a metà;
l’uccello smette di cantare
il gatto smette di far le fusa 
e di leccarsi il muso.
E il villaggio fa all’uccello 
un meravigioso funerale
e il gatto che è invitato
segue la piccola bara di paglia 
ove l’uccello morto è disteso
portato da una ragazzina 
che non smette di piangere.
"Se avessi saputo 
di farti tanto male"
le dice il gatto
"l’avrei mangiato tutto intero
e dopo ti avrei raccontato 
di averlo visto volar via 
volare fino in capo al mondo 
là dov'è talmente lontano 
che mai nessuno ne torna.
Avresti provato meno dolore
solo tristezza e rimpianti.
Non si devono mai 
fare le cose a metà."


 

11 novembre 2021

A che ti serve...


A che ti serve essere alto
se poi non sei all'altezza?
Oppure essere bello
se dentro di te non c'è bellezza?

A che ti servono i soldi
se non conosci la ricchezza?
Oppure avere cento diplomi
se ti manca la saggezza?

A che ti serve una gran casa
se poi nessuno ti aspetta?
Oppure tanta gente intorno 
ma nemmeno una carezza?

Traduzione da una poesia 
in romanesco.

8 novembre 2021

Qua e là


Quelle foglie 
spostate dal vento
mi fanno da specchio.
Spostata dal vento
qua e là
senza radici.
Inerme e incapace
di trovare una fine.
Un corpo vagante 
nello spazio
così come viene
così come va.
Nell’infinito senza fili
mossa qua e là.
Spostata dal vento
aspettando una fine.

🍁

7 novembre 2021

"Mi capitava di ridere senza motivo" di Milena Maggio


Mi capitava di ridere senza motivo in classe e la maestra, la signorina Piromallo, s’indispettiva tanto che un giorno mi disse che voleva parlare con “un adulto di casa”.
Disse proprio così, e io le portai nonno che venne col cappello e se lo mise in grembo prima di disporsi all’ascolto di ciò che la maestra aveva da dire.
Lei mi accusò, s’indignò, pretese scuse e pentimento.
Lui annuì con la testa e poi le fece notare che il mandorlo del giardino della scuola era in fiore.
“E cosa c’entra?” chiese la Piromallo.
“Lei non trova strano che nonostante questo aprile piuttosto freddo il mandorlo sia fiorito lo stesso?” Rispose nonno continuando a guardare l’albero in boccio.
“Affatto. È nella natura dell’albero fiorire in primavera e comunque non è così freddo da impedirlo. Siamo nella norma direi.” concluse lei con quella voce stridula che ancora ricordo.
“Bene” disse nonno alzandosi e prendendomi per mano.
“Anche il sorriso di mia nipote fiorisce nonostante il freddo che avverto qui dentro. Com’è giusto che faccia un’anima giovane che impara ad essere felice. Quindi direi che siamo nella norma. I miei ossequi signorina Piromallo”.
Camminammo in silenzio fino a casa, poi sulla porta nonno mi fece promettere di non addormentarmi mai senza aver sorriso almeno dieci volte al giorno.
E io glielo promisi.


6 novembre 2021

"Ma non farlo te" di Jim Rohn


Lascia che gli altri
 conducano piccole vite,
 ma non farlo te. 
Lascia che gli altri 
 discutono su piccole cose, 
ma non farlo te. 
Lascia che gli altri
 piangano sulle piccole ferite, 
ma non farlo te. 
Lascia che gli altri
 lascino il loro futuro 
nelle mani di qualcun altro, 
ma non farlo te.



4 novembre 2021

La pagliuzza e la trave


 Dal Vangelo di Luca  6,41-42


41 Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? 

42 Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.


2 novembre 2021

"... sono ovunque noi siamo." Sant'Agostino



Coloro che amiamo
e che abbiamo perduto 
non sono più dove erano,
ma sono ovunque noi siamo.

Sant'Agostino



1 novembre 2021

"Eri tu il mio Signore" di Rabindranath Tagore


 Mentre incosciente ti ferivo
scoprivo ch'eri accanto a me.
Lottando inutilmente contro te
sentivo ch'eri tu il mio Signore.
Derubando del mio tributo il tuo onore
vedevo crescere il mio debito con te.
Nuotavo contro corrente di tua vita
solo per sentire la forza del tuo amore.
Per nascondermi da te
ho spento la mia luce,
ma tu m'hai sorpreso con le stelle.



25 ottobre 2021

"Il gioco degli dei" di Paulo Coelho


Gli dei lanciano i dadi, ma non domandano se vogliamo partecipare al gioco. Non vogliono sapere se hai lasciato un uomo, una casa, un lavoro, una carriera, un sogno. 

Gli dei non badano al fatto che tu vuoi avere una vita in cui ogni cosa sia al proprio posto, in cui ogni desiderio si possa esaudire con il lavoro e la pertinacia. 

Gli dei non tengono conto dei nostri piani e delle nostre speranze. In qualche luogo dell'universo, loro lanciano i dadi e, casualmente, vieni scelto tu. Da quel momento in poi, vincere o perdere è solo questione di opportunità.

Gli dei lanciano i dadi e liberano l'amore dalla sua gabbia. Questa forza può creare o distruggere, a seconda della direzione in cui soffiava il vento nel momento in cui si è liberata dalla prigione. L'amore può condurci all'inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. 

É necessario accettarlo, perchè esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli.

É necessario ricercare l'amore la dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza. Perchè nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro.
E ci salva. E nell'amore non esistono regole.

Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore. 
E quando decide è ciò che conta.