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15 gennaio 2020

I "ciottoli" di Erzsébet Szilajka


Erzsébet Szilajka, artista ungherese,
fin da bambina adorava collezionare pietre 
di varie forme e colori. 
Nel tempo, 
la sua bravura e immaginazione 
ne ha fatto un'arte. 
Con i ciottoli riproduce immagini,
scene di famiglia, coppie e animali,
su sfondi pitturati
ottenendo delle opere
davvero originali. 



















Erzsébet Szilajka


9 gennaio 2020

L'uomo e la sua follia


"L'uomo è la specie più folle:
venera un Dio invisibile
e distrugge una Natura visibile.
Senza rendersi conto
che la Natura
che sta distruggendo
è quel Dio
che sta venerando." 


Hubert Reeves




4 gennaio 2020

I Re Magi


Erano tre.
Gaspare Melchiorre
e Baldassarre.
Venivano da Oriente
diretti a Betlemme.
Che fossero astrologi
sacerdoti o sapienti
chissà sappiamo solo
che cercavano un re.
Una cometa
indicava loro la strada
ed era lì in una stalla
che giaceva quel Re.
Si prostrassero
ad adorare
quel bambino
di nome Gesù.
Offrirono onori.
E incenso oro mirra
portarono in dono.
Incenso perché divino
oro poiché re 
mirra per l'uomo
che un giorno immolato
avrebbe salvato
l'umanità dal peccato.
Non da Erode tornarono.
In un sogno
un angelo sveló loro
l'idea malvagia di morte
e una diversa
strada presero
per il ritorno.
E quell'angelo
apparve a Giuseppe
dicendo di fuggire in Egitto.
Di andare lontano
per mettere in salvo Gesù.

👑👑👑



1 gennaio 2020

Tanti auguri per il 2020

Dal profondo del cuore
l'augurio per l'anno 2020 
carico di serenità, pace,
salute e amore! 


❤️✨❤️



Benvenuto 2020 !

Welcome 2020!

   

27 dicembre 2019

Gesù


Gesù
guardo Te
nella mangiatoia
e penso che il buon Dio
Tuo padre
non poteva farci
regalo più grande.
Non in una culla dorata
tra seta
e scarpette di lana
sei nato. 
Non con profumo
di borotalco
e calore di casa. 
Non con tante balie
e onori di un re. 
No Gesù 
sei lì sulla paglia
perché? 
La risposta
so già. 
La ricchezza
è ben altro
è amore e umiltà 
e la luce che emani
nessuno mai avrà. 
Tu solo sei Re. 
È così che insegni
il tuo credo. 
Ti adoro
Ti amo Gesù
e bambino più bello
e più santo non c'è.

🌟



25 dicembre 2019

A Te bambino Gesù


È la notte di Natale
e un pensiero
va a Te
bambino Gesù.
Altro non ho
da donare
se non il mio cuore.
Non di regali
cartoline di auguri
tavole imbandite
luci e festoni
bisogno Tu hai.
Infatti che te ne fai?
Vuoi solo
il cuore 
e un pensiero
d'amore
affinché sia davvero
un buon Natale.

💛



23 dicembre 2019

Babbo Natale


Il mito di Babbo Natale o Santa Claus, comincia con la vita e le opere di San Nicola di Bari, vescovo di Myra (oggi Demre, città della Turchia),) nato intorno al 270 d.C.


Si festeggia il 6 dicembre, data della sua morte, e viene ricordato per la sua bontà e il grande amore verso i bambini e i giovani.


Numerosi furono i miracoli e altrettante numerose furono le leggende nate intorno a questo santo tra i più amati e venerati in tutto il mondo cattolico e ortodosso.


Vari culti si diffusero più tardi in Europa e, ancor oggi, lo si commemora con lo scambio dei doni nel giorno del 6 dicembre.


Da qui è diventato il Santa Claus dei paesi anglosassoni, il NiKolaus della Germania e più tardi il nostro Babbo Natale.


Il primo Babbo Natale della storia era vestito di verde e indossava una pelliccia.
Fu poi rappresentato come un omone dall'aspetto buono con panciotta, capelli e barba bianca e un sacco pieno di regali per i bambini, dalla poesia attribuita a Clement Clarke Moore in America.



La classica divisa rossa ha invece origine nel 1885, a Boston, dal tipografo Louis Prang quando lo ideó per rappresentarlo in alcune cartoline di Natale.


Più tardi, nel dicembre 1931, l'illustratore Haddon Sundblom creò per la pubblicità della Coca-Cola il Babbo Natale come quello che conosciamo oggi.



La notte prima di Natale
di Clement Clarke Moore

Era la notte prima di Natale e tutta la casa era in silenzio, nulla si muoveva, neppure un topino.
Le calze, appese in bell'ordine al camino,
aspettavano che Babbo Natale arrivasse.
I bambini rannicchiati al calduccio nei loro lettini sognavano dolcetti e zuccherini;
la mamma nel suo scialle ed io col mio berretto stavamo per andare a dormire
quando, dal giardino di fronte alla casa, giunse un rumore.
Corsi alla finestra per vedere che cosa fosse successo, spalancai le imposte e alzai il saliscendi.
La luna sul manto di neve appena caduta
illuminava a giorno ogni cosa ed io vidi , con mia grande sorpresa, una slitta in miniatura tirata da ott minuscole renne
e guidata da un piccolo vecchio conducente arzillo e vivace; capii subito che doveva essere Babbo Natale.
Le renne erano più veloci delle aquile
e lui le incitava chimandole per nome.
"Dai, Saetta! Dai, Ballerino!
Dai, Rampante e Bizzoso!
Su, Cometa! Su, Cupido! Su, Tuono e Tempesta!
Su in cima al portico e su per la parete!
Dai presto, Muovetevi!"
Leggere come foglie portate da un mulinello di vento, le renne volarono sul tetto della casa, trainando la slitta piena di giocattoli.
Udii lo scalpiccio degli zoccoli sul tetto,
non feci in tempo a voltarmi che Babbo Natale venne giù dal camino con un tonfo.
Era tutto vestito di pelliccia, da capo a piedi,
tutto sporco di cenere e fuliggine
con un gran sacco sulle spalle pieno di giocattoli: sembrava un venditore ambulante sul punto di mostrate la sua mercanzia!

I suoi occhi come brillavano! Le sue fossette che allegria!
Le guance rubiconde, il naso a ciliegia!
La bocca piccola e buffa arcuata in un sorriso, la barba bianca come la neve,
aveva in bocca una pipa e il fumo circondava la sua testa come una ghirlanda.
Il viso era largo e la pancia rotonda
sobbalzava come una ciotola di gelatina quando rideva.
Era paffuto e grassottello, metteva allegria,
e senza volerlo io scoppiai in una risata.
Mi fece un cenno col capo ammiccando
e la mia paura sparì non disse una parola e tornò al suo lavoro.
Riempì una per una tutte le calze, poi si voltò, accennò un saluto col capo e sparì su per il camino.
Balzò sulla slitta, diede un fischio alle renne e volò via veloce come il piumino di un cardo.
Ma prima di sparire dalla mia vista lo udii esclamare:
Buon Natale a tutti e a tutti buona notte!




21 dicembre 2019

Letterine di Natale


Eravamo soliti metterle sotto il piatto del papà il giorno di Natale, quando per noi bambini rappresentava la cosa più entusiasmante e più bella di tutte le festività.
Non mancava neppure la poesia, recitata con piglio teatrale, orgogliosi di averla esposta senza intoppi.

Le letterine servivano per farsi perdonare qualche marachella ma soprattutto per ricevere in regalo qualche "lira" (❗), promettendo di essere bravi e buoni.

Adoravo quelle letterine. Le sceglievo con cura. Dovevano piacermi i disegni ma spesso la scelta cadeva su quelle glitterate perché ho sempre adorato le cose che luccicano.

Negli anni successivi i miei figli, come tutti i bambini, le scrivevano a Babbo Natale.
L'intento era sempre lo stesso: ricevere almeno uno dei tanti giocattoli in elenco, esposti minuziosamente, nel caso lui non capisse.
Sono ricordi carichi di nostalgia!