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22 settembre 2017

Autoritratti di Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun




Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun nacque 
a Parigi il 16 aprile 1755.
Pittrice,  ritrattista, considerata 
una delle più grandi del suo tempo.
 La sua bravura non sfuggì 
alla regina Maria Antonietta di Francia
che la nominò ritrattista personale.
Donna molto bella e ammirata. 
La sua vita a Parigi è caratterizzata 
da successo, vita di corte
 ... e pettegolezzi. 
Fugge da Parigi nel 1789, 
nel pieno della Rivoluzione francese, 
per frequentare, quale pittrice 
molto ricercata, 
molte corti  d' Europa... Vienna, Londra, 
Roma, San Pietroburgo... 
decisa a non voler conoscere le sorti 
degli amici lasciati a Parigi,
 magari ghigliottinati a causa 
della Rivoluzione.
Fece ritorno in Francia e si divise 
tra Parigi e Louveciennes.
Profondo il dolore per le perdite 
delle persone più care: 
l’ex-marito, l’unica figlia e il fratello.
Si spense il 30 marzo del 1942.
A noi rimangono numerose sue opere
 tra cui molti autoritratti.

Autoritratto con la figlia





4 luglio 2017

Viola del pensiero

Il nome non è altro che la traduzione locale della parola francese pensée, pensiero: si usava infatti inviare questi fiori per essere ricordati dalle persone più care. 
Le piccole piante vellutate che coltiviamo nelle nostre bordure estive furono ottenute per la prima volta dalla viola selvatica, che Shakespeare spesso citava. 

Si riteneva che questo piccolo fiore dall'espressione sorridente fosse un filtro d'amore, e fu lui a far innamorare Titania di un asino nel Sogno di una notte di mezza estate.





31 maggio 2017

William-Adolphe Bouguereau

William-Adolphe Bouguereau
pittore francese
(La Rochelle, 30 novembre 1825 – 

La Rochelle, 19 agosto 1905),
dimostrò, fin da piccolo, 

un particolare talento 
per la pittura,
e lunga e riuscita 

è stata la sua carriera 
come pittore accademico.
Molte sono le opere.
Soggetti classici, mitologici, allegorici.
Scene romantiche 

e campestri.
Un mondo colmo di serenità.
Angeli, bambini, madri.
Nudi di donna.


Non apprezzava i dipinti 
degli "Impressionisti"
in quanto li riteneva
“abbozzi non finiti".
Lui che nei sui dipinti
ha elargito immagini
riproducenti la vita reale,
seppur idilliaca,
è uno dei più interessanti pittori 
realisti del XIX secolo.

“Io accetto e rispetto 
ogni scuola di pittura 
che abbia alla base
 un sincero studio 
della natura, 
la ricerca della verità 
e della bellezza.
Così per i mistici, 

gli impressionisti, 
i puntinisti, etc.,9
[ma] io non vedo le cose 

allo stesso modo 
in cui le vedono loro.
Questa è la sola ragione 

per cui io non mi lego a loro."

Adoro i dipinti
di William-Adolphe Bouguereau!  

🤍

Autoritratto

Il libro delle favole

Preghiera

Il canto degli angeli

Canzoni di primavera

Vergine dei gigli

Madonna delle rose

Amore e Psiche, bambini

Nascita di Venere

Il ritorno della primavera

L'invasione

Giovanetta che difende da Eros

Fardello gradevole

La lezione difficile

Un pò di moine

Bambino con fiori

Bambina infreddolita

La giovane pastorella

Bagnante

Biblis

L'onda



18 aprile 2017

Un bianco bouquet…




Per la sposa di primavera,
un bouquet candido e raffinato.
















E ... perchè no, 
con un tocco di rosa...


31 marzo 2017

"La notte nell'isola"

Da Pablo Neruda,
poeta cileno
(1904-1972),
una delle tante romantiche 
e profonde poesie
che amo.

 

Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare nell'isola
eri selvaggia e dolce
tra il piacere e il sonno
tra il fuoco e l'acqua
Forse assai tardi 

i nostri sogni
si unirono nell'alto 

o nel profondo
In alto come i rami 

che muove
uno stesso vento
in basso come rosse radici
che si toccano.
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava come prima
come quando non esistevi
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi cercavano 

ciò che ora
pane, vino, amore e collera
ti do a mani piene.
Perché tu sei la coppa che
attendeva i doni 

della mia vita.
Ho dormito con te tutta la notte
mentre l'oscura terra gira
con vivi e con morti
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava
la tua cintura
nè la notte
nè il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra
d'acqua marina
di alghe
del fondo della tua vita
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.
  



29 marzo 2017

Gli Amish: una comunità d’altri tempi



Le nostre giornate sono scandite 
da consuetudini, 
impegni, progetti, comodità,
 ma anche affanni e problematiche, 
tipici della nostra era 
e della nostra cultura. 

E forse non ci rendiamo conto 
che la vita di molti altri popoli, 
o tribù, 
sia diversa da quella 
che noi viviamo. 
Per scelta o per dovere. 
Al meglio o in modo peggiore. 
Dipende dai punti di vista. 
Non è detto che la nostra 
posizione sia la migliore. 

Prendiamo, per esempio, 
gli Amish. 
Oltre a sembrare 
fuori luogo e fuori tempo, 
e di una rigidità 
fuori dal comune,
 è molto interessante 
conoscere la loro vita.




Da: it.wikipedia.org/wiki/Amish

…”Gli Amish vestono fuori dal tempo. Gli uomini portano il cappello e vesti scure, dal taglio semplice, prive di cerniere lampo e in parte anche di bottoni. I calzoni hanno fondo largo e orlo alto, per motivi di praticità e per motivi di modestia. 
A partire da quando si sposano portano la barba, come chiede la Bibbia ma non i baffi, che associano con la vita militare e i suoi disvalori di violenza.
Le donne hanno abiti privi di ornamenti e dalle maniche lunghe, con grembiuli e cuffiette che coprono i capelli, che non tagliano mai. Se sono nubili hanno cuffie  nere, se sposate cuffie bianche. 
La gonna del vestito è lunga a metà gamba per essere modesta e pratica al tempo stesso. Il vestiario non è un vezzo, ma il segno tangibile dell'appartenenza alla comunità e alle sue regole, non dissimile dall'abito di una suora od un frate.
Nessuna donna porta gioielli. In generale nessun Amish porta oggetti vanitosi e superflui. 
Lo stile è quello di un tardo 1800 semplificato e votato ai molti lavori pratici che svolgono: privi di ausili elettrici, infatti, ogni incombenza viene svolta con un duro lavoro manuale, alleviato dall'aiuto che la comunità è sempre pronta a dare a chiunque ne necessiti.”…