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12 febbraio 2017

Ritratti di donne bellissime del 1800


Donna Amalia de Llano
Figura di primo piano
 nella vita culturale 
di Madrid
1853
Federico de Madrazo


Elizabeth Wethered Barringer
Moglie di Daniel Moreau Barringer
(politico del Congresso 
degli Stati Uniti-Nord Carolina)
1852
Federico de Madrazo

 
Madame Barbe de Rimsky-Korsakov
Nata da una ricca 
e nobile famiglia russa
Bella, divenne regina indiscussa 
di balli e vita di corte,
 a Parigi
1864
Franz Xaver  Winterhalter


 Eugenia de Montijo
Imperatrice di Francia 
Moglie di Napoleone III
1849
Franz Xaver Winterhalter


Sofia - duchessa e principessa reale 
di Baviera
arciduchessa d'Austria
Donna intelligente 
e alquanto ambiziosa, 
abile nel gestire 
le relazioni estere,
dedita totalmente al bene
della dinastia Asburgica 
e dell'Impero Austriaco.
Madre dell'imperatore 
Francesco Giuseppe I d'Austria
(marito di Elisabetta 
di Baviera - Sissi)
1832
Joseph Karl Stieler

Amalia Von Schintling
Morta di tubercolosi 
all'età di 19 anni,
subito dopo la realizzazione 
di questo ritratto.
Fa parte della collezione 
di 36 ritratti
delle più belle donne 
appartenenti alla nobiltà 
e borghesia
di Monaco di Baviera.
I dipinti voluti da Ludwig I
(per lo più dal pittore di corte 
Joseph Karl Stieler),
sono raccolti nel Castello 
di Nymphenburg: 
"Galleria delle bellezze".
1831
Joseph Karl Stieler


Auguste Strobl
Figlia di un capo contabile tedesco,
per la sua bellezza ammirata 
da Ludwig I.
Dipinto della collezione 
"Gallerie delle bellezze"
1827 - seconda versione 
preferita da Ludwig I
Joseph Karl Stieler



Jane Elizabeth Digby
Aristocratica inglese, 
molto bella e ammirata.
Condusse vita avventurosa 
e piuttosto scandalosa 
per i suoi tempi
(quattro mariti, 
numerosi amanti...)
1831
Joseph Karl Stieler


Juliette - Madame Récamier
Famosa nei salotti di Francia, 
donna di straordinario charme 
e bellezza
                          1800                            
 Jacques-Louis David  
  

Elisabetta  di Baviera
Imperatrice d’Austria
1865
Franz Xaver Winterhalter


Eugenia de Montijo
 tra le sue dame di corte
1855
Franz Xaver Winterhalter




10 settembre 2016

Federico de Madrazo

Federico de Madrazo 
è un pittore spagnolo,
 ritrattista del 1800 (1815 - 1894),
appartenente ad una delle famiglie 
più famose di artisti spagnoli 
del XIX secolo.
Famiglia cosmopolita 
(Roma, Parigi ...) 
oltre che nazionale di Spagna, 
si è distinta, per più generazioni, 
nell’arte e in ambiente culturale: 
scrittori e poeti, oltre che pittori, 
storici e critici d'arte.
Di Federico de Madrazo
 non si può fare a meno 
di apprezzare 
quanta grazia traspare 
dai suoi dipinti 
ma, ancora di più, 
con quanta bravura 
riesce a rendere reale i tessuti 
degli abiti delle sue dame. 
Leggerezza e lucentezza delle sete, 
morbidezza del velluto
 e pizzi che sembrano
 il risultato di uno scatto fotografico.














18 luglio 2016

Impressionismo


Claude Monet 

Claude Monet 

L'impressionismo
nacque a Parigi 
nella seconda metà dell’ottocento. 

Si diffuse anche in Europa, 
ma il movimento 
ebbe breve durata:
terminò, infatti, 
nei primi anni del ‘900. 
L’impressionismo trae origine
da una famosissima tela di 
Claude Monet: 
“Impressione: 
Levar del Sole”: 
tela nella quale Monet 
ha catturato l'istante dell'alba 
in cui il sole si rispecchia
nell’acqua. 
Colore e tecnica pittorica 
sono davvero nuovi. 
È così chiamato 
perché il nuovo stile della pittura 
vuole essere l’espressione 
di ciò che colpisce
in quel momento. 
I colori, le luci, le ombre, 
l’impressione, l’emozione 
che l’artista coglie... 
l’attimo che percepisce 
e che immortala 
con tocchi di colore... 
colore intenso... 
non in senso assoluto... 
la pittura basata sul contrasto 
tra colori complementari. 
Il tutto, rispettando la verità 
e restando fedeli alla natura. 
La vita all’esterno, 
i momenti della quotidianità. 
Visioni ed emozioni 
che provengono 
dall’ambiente in cui è avvolto, 
un’ istantanea carica 
di autenticità. 
I post impressionisti 
aggiunsero a questo, 
una tecnica di pittura 
più attenta, definita... 
uno stile più personale. 

Berthe Morisot
Young Girl Putting on Her Stockings 

Berthe Morisot - Femme à sa toilette

Pierre August Renoir - La loge

Pierre August Renoir - Mouline de la Galette

Claude Monet - Impression soleil

Edgar Degas - Dancer on the Stage

Alfred Sisley - Flood at Pont-Marley

Alfred Sisley - Neige a Louveciennes

Camille Pissarro - La Route de Louveciennes

Camille Pissarro - Boulevard Montmartre

 Édouard Manet - Bar aux Folies Bergère

 Édouard Manet - Au cafè

Childe Hassam - Rainy Day

Childe Hassam - Champs Elysées



9 luglio 2016

Ma quanto ci piace Henning Baum!!




Attore tedesco interprete 
di numerosi film per la TV, 
Henning Baum 
meglio conosciuto come 
Mick Brisgau 
della serie tv 
Last Cop – L’ultimo sbirro.

Nei panni di Mick 
ci sta a pennello.

Questo armadio di uomo, 
dall'aspetto ruspante 
e dal fare schietto, 
a volte irruento, burbero, 
ma di una tenerezza unica.

Un bell'omone, 
molto, molto tenero.  
 Con occhi e sguardo 
davvero unici !



20 maggio 2016

Fortuna che c’è Facebook (si fa per dire...)


Ho la vaga sensazione che trascorrere ore ed ore al computer, al tablet o al cellulare per Facebook, Twitter, Blog personali o altri social network sia dettato da quel bisogno inconscio di amore, di attenzione, di partecipazione; di quel legame primordiale, biologico, che ci lega ad un altro essere.

Quel cordone ombelicale, con il resto del mondo, che non vorremmo mai tagliare, quando invece la vita frenetica e la stanchezza ci tolgono il tempo e la giusta propensione  verso gli altri, senza poter vivere, di conseguenza, i momenti della giornata in modo totale sotto l’aspetto emotivo, o comunque non abbastanza o nel modo desiderato.

Gli esseri umani, non possiamo negarlo, sono molto, ma molto vari.  Ci sono i saccenti, i facoltosi, i frustrati, i depressi, i timidi, gli ambigui, i solitari, gli emarginati, gli sfigati, i complessati, i perseguitati, i delusi, e così via... e relazionare con altri, oltretutto, non è sempre facile.

Ed ecco, invece, che attraverso Facebook, Twitter, Blogger o altri servizi di rete si può entrare in scena, restando se stessi o creandosi un personaggio, ed avere amici, follower e lettori senza fine.

Si può creare un’altra identità, si può barare, si può giocare appropriandosi di una natura non propria  (indole, sentimenti, cultura, aspetto fisico…); si può entrare nella vita privata degli altri, nelle vicende più o meno personali: cosa si fa, cosa si pensa, dove si va, dove si è stati...  foto, immagini, pensieri, dediche … 

Privacy ? Ma chi se ne fotte ! Si è tutti sulla stessa barca! Io so di te, tu sai di me. 
Un “grande fratello” potremmo dire. Apro la mia vita privata a te... e fa il giro del mondo. 
Ci si diverte così. È un gioco, una passione che prende e che intriga.

In un certo senso una sorta di rivincita verso tutti e tutto. Finalmente si può condurre il gioco come si vuole, dietro un monitor o uno smartphone si fa, si dice e si mostra ciò che si vuole. Direi che in qualche modo cresce l’autostima perché ci si sente importanti. La possibilità di apparire e di mostrare la parte migliore di sé inorgoglisce non poco.

E dietro questo gioco sottile, che attira come una calamita, vitale come l’ossigeno, c’è un immenso bisogno dell’altro, c’è la necessità di confermare che  
SI È ”, una sorta di club di “auto-aiuto”. 
Non si è il solitario, non si è l’emarginato o lo sfigato… “SI È ”, e se ne ha la riprova ogni momento che si desidera. 
Si fa parte di un sistema che annulla ogni distanza, avvicina tutti come una grande famiglia, seppure in modo virtuale.  
Condividere, partecipare, sorridere, imprecare, offendere, obiettare, consolare, sostenere...,  secondo le circostanze e gli eventi, uno scambio a due, tre, migliaia... vicini, lontani, oltreoceano...  
Così che quel cordone ombelicale che sembrava ormai dissolto, creando quella sorta di profondo abbandono in questo mondo, dove tutto è in corsa e dove ognuno sembra pensare solo a se stesso, “SI È ”, si fa parte del microcosmo, che a sua volta si amplifica  e cresce, lega, e si allarga sempre più.

Giusto o sbagliato il modo di approcciarsi o di relazionare, questi sono i nostri tempi. Ogni generazione, nel bene e nel male, volente o nolente, vive il tempo che è.
Gli indiani mandavano messaggi di fumo, gli indigeni segnali con i tamburi…
In tutto questo, l’essenziale è che ogni cosa sia sotto controllo, e che il meccanismo non prenda il sopravvento e prevarichi i presupposti sanciti all’origine del sistema, perché in questo caso la faccenda potrebbe nuocere a qualcuno.  
E tutto, con un solo clic, in una frazione di secondo!