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21 marzo 2012
17 marzo 2012
BMI e circonferenza addome
sono, nella loro complessità,
oltre che fattori genetici
ed ambientali,
anche cause biologiche,
sociali, psicologiche e,
non da meno,
sociali, psicologiche e,
non da meno,
molte influenze culturali.
Il “peso giusto”
può essere considerato
quel peso che assicuri
ottime prestazioni funzionali
dell'organismo ed uno stato
di benessere psicofisico,
con una maggiore
aspettativa di vita.
Ma non si può generalizzare
sulle varie formule.
Nello stabilire il "peso ideale",
è necessario tenere conto,
oltre che della statura e del sesso,
anche della costituzione scheletrica
e muscolare.
Quest’ultima, infatti, può variare
da soggetto a soggetto
in base a fattori genetici,
sesso ed età,
ma anche dall'attività fisica svolta.
Così come un aumento
di peso temporaneo
può essere la conseguenza
di alcune condizioni fisiologiche
o patologiche,
come per esempio
nella ritenzione idrica
dove non vi è un aumento
In ogni caso,
per conoscere
se il proprio peso
è nel range di normalità,
vi è una formula che calcola
l’indice di massa corporea.

Il BMI (Body Mass Index)
è il risultato del rapporto
tra il peso espresso in kg
ed il quadrato dell’altezza
ed il quadrato dell’altezza
espressa in metri.
Sotto un BMI di 18,5
si è sottopeso,
tra 18,5 e 24,9
si è normopeso,
con un BMI tra 25 e 29,9
si è in sovrappeso,
da 30 a 34,9
vi è un’obesità di classe I,
da 35 a 39,9
si parla di obesità di classe II,
uguale o maggiore di 40
si ha invece
un’obesità di classe III.
Vi è una correlazione
tra livelli di BMI
e rischio di malattia
e mortalità.
Ma, ancora di più,
è la localizzazione dell’adipe
che rappresenta
un maggior rischio di morbilità.
L’obesità si può differenziare,
a seconda della distribuzione
del grasso corporeo,
in obesità androide
(dell’addome)
o obesità ginoide
(del bacino, anche, glutei, cosce).
La misurazione della
circonferenza vita (misurata con un metro a nastro appena al di sopra della porzione superiore del bordo laterale della cresta iliaca, senza comprimere l’addome e ad una respirazione minima normale) permette una valutazione del rischio di complicanze metaboliche.
circonferenza vita (misurata con un metro a nastro appena al di sopra della porzione superiore del bordo laterale della cresta iliaca, senza comprimere l’addome e ad una respirazione minima normale) permette una valutazione del rischio di complicanze metaboliche.
Nessuna complicazione se minore
di cm 80 nelle donne
e minore di cm 94 negli uomini,
lievemente aumentato
se tra cm 80-88 nelle donne
e cm 94-101 negli uomini,
notevolmente aumentato
se maggiore
di cm 88 per le donne
e maggiore
di cm 102 negli uomini
(rischio accentuato).
I maggiori rischi correlati al grasso addominale sono le patologie cardiovascolari
ed il diabete mellito di tipo 2.
10 marzo 2012
Ma che brutte queste donne.
Pablo Picasso
- Ragazza davanti allo specchio -
1932
Fino a non molto tempo fa pensavo che la chirurgia estetica servisse a correggere qualche difetto, rendendo esteticamente la persona più bella.
Ciò è anche discutibile, perchè ognuno ha una visione molto personale della bellezza.
Non certo quella femminile nella sua massima esaltazione, quando perfezione e charme si fondono in una donna e dove il concetto della bellezza non può che trovare tutti d'accordo.
Ma parlo della donna con qualche difetto, che guarda caso, è proprio quel difetto che ne esalta l'unicità e che crea interesse.
La diversità distingue, attrae, conquista.
Tutto ciò che non è scontato stimola e intriga.
Invece no. Donne tutte uguali. Tutte stereotipate, intrappolate in un ruolo assegnato dai media, dai nostri tempi, dalle regole per rimanere in auge...
Ma che brutte queste donne.
Basta guardare la TV e le foto sui settimanali.
Donne volgari, nevrotiche e "rifatte".
"Rifatta". È questo il termine che va di moda.
Squallido. Mortificante.
Di certo non è un complimento.
Visi diventati inespressivi, tirati, quasi il risultato di tante botte... brutti da guardare.
Labbra che sembrano canotti. Zigomi rotondi, pronunciati in modo innaturale.
E dire che lo fanno donne seppure giovani e belle.
Per essere più belle!
Per essere più belle!
Ma uno specchio, no?
Certamente un'immagine distorta appare ai loro occhi. Quando erano belle si vedevano brutte. Ora che brutte si vedono belle.
Mi ricorda la favola di Biancaneve. La regina malvagia che voleva essere la più bella del reame.
A tutti i costi. Ma ha fatto una brutta fine.
9 marzo 2012
Non vedo, non sento, non parlo.
non vede, non sente, non parla.
In poche parole:
Una che non vede:
il disordine che lascia in giro
lo sguardo annoiato
la voracità nel mangiare
lo stare spaparacchiato sul divano
con fare stanco quasi avesse combattuto
con il mondo intero
quell'energia tornata all'improvviso
al suo passatempo preferito
l'ora tarda di rientro in casa
il fare svenevole alla bella fanciulla
...
...
Una che non sente:
la sua litigiosità pretestuosa
per liberarsi delle proprie frustrazioni
la lunga chiacchierata con l'amico (?)
la partita al massimo volume
i rumorini fisiologici
gli elogi a mammà
...
...
Una che non parla:
quindi non risponde
non rimprovera, non brontola
non borbotta, non ammorba
non commenta
non manda improperi
non rimprovera, non brontola
non borbotta, non ammorba
non commenta
non manda improperi
non... bla bla senza fine
una che non chiede
...
...
E vi pare poco ?
8 marzo 2012
8 marzo
"Che cosa sarebbe l'umanità,
signore,
senza la donna?"
"Sarebbe scarsa,
signore,
terribilmente scarsa".
terribilmente scarsa".
Mark Twain
28 febbraio 2012
"Foodscapes" di Carl Warner
La creatività davvero non ha limiti.
Avreste mai pensato di creare paesaggi
utilizzando unicamente cibo?
Bene lo ha pensato
un fotografo inglese, Carl Warner.
Fotografo alquanto singolare
nel suo genere.
un fotografo inglese, Carl Warner.
Fotografo alquanto singolare
nel suo genere.
Utilizzando vari ortaggi, frutta, legumi,
pane, alcune tipologie di pasta,
formaggi, salumi, biscotti, dolciumi...
ha creato e fotografato
vari paesaggi naturali
e scorci di Londra, con risultati originali.
e scorci di Londra, con risultati originali.
Alcuni piacevoli, altri inquietanti...
Veramente un'idea geniale.
10 febbraio 2012
Neve a San Benedetto del Tronto... poi...
Tardo pomeriggio
del 7 febbraio 2012
Alcuni scorci - Giardini botanici -
Lungomare Porto d'Ascoli
Spiaggia

Viale Marinai d'Italia - casette di legno -mercatinoestivo
4 febbraio 2012
Neve a San Benedetto del Tronto
Pomeriggio di ieri - 3 febbraio
Lungomare Porto d'Ascoli - Giardino botanico innevato
Lungomare Europa
San Benedetto del Tronto
31 gennaio 2012
Bambini italiani, oggi.
In Italia, il numero dei figli per donna fertile è dell' 1,2-1,3 %.
Ma per garantire la sopravvivenza e scongiurare una nazione dove la percentuale delle persone anziane è sempre più in crescita, sarebbe auspicabile almeno più del 2%.
Dal punto di vista demografico, il nostro paese è uno con il più basso tasso di natalità nel mondo.
Causa di questo controllo delle nascite, è perché mancano adeguate politiche sociali per promuovere e sostenere le nascite e dare assistenza ai nuovi nati e alle famiglie.
Nuclei familiari che si formano tardi, con conseguente procreazione in età avanzata, che si trovano a dover affrontare non pochi problemi, sia per la gestione dei piccoli, sia per le maggiori spese, le quali quest'ultime, diventate oggi preoccupazione primaria.
Grande è la difficoltà delle donne di conciliare famiglia e lavoro. Fra le tante problematiche, sono gli asili nido e le scuole a tempo pieno carenti, e a volte assenti, nelle vicinanze dei posti di lavoro.
Uno stato il nostro, che fra le tante lacune in fatto assistenziale e sociale, poco tutela le madri lavoratrici, a differenza di altri stati europei, come i paesi scandinavi e la Francia, certamente più a dimensione dei piccoli e delle giovani coppie.
Un punto a favore dei bambini italiani è che risultano essere più sani rispetto al passato, anche se l'obesità infantile preoccupa non poco pediatri e nutrizionisti.
Forse i genitori, un pò meno, altrimenti il sovrappeso non sarebbe sempre più in crescita. Da non dimenticare che l'educazione alimentare è compito della famiglia.
Ma forse sono le cattive abitudini di genitori e nonni, per via dello stress e dell'ansia, che il cibo diventa la valvola di scarico per tutte le tensioni ma anche, per il maggiore benessere, un piacere a cui non si vuole rinunciare.
In ogni caso, resta il fatto che il 22,9% dei bambini è in sovrappeso e che l' 11,1 è obeso.
Le regioni con più bambini obesi sono: la Campania con il 20,5%, la Calabria con il 15,4% ed il Molise con il 14,8%.
Complice, oltre ad uno stile alimentare sbagliato, è indiscutibilmente, la sedentarietà.
Si mangia troppo e più calorico ! Ci si muove meno !
I genitori, loro malgrado, sono costretti ad accompagnare i figli fino al cancello della scuola, e così di ritorno fino a casa. Per i mille pericoli dei nostri tempi: brutti ceffi, traffico, paure reali e paranoie.
E poi compiti (troppi), computer, TV, lezioni di musica ... e se c'è tempo... anche danza o qualche attività sportiva (sempre troppo poche, purtoppo). E quanto stress per piccoli e genitori per rispettare orari e quant'altro.
Quali raccomandazioni sotto l'aspetto nutrizionale, quindi ?
- Su consiglio di ginecologi e pediatri, fondamentale resta l'allattamento al seno.
- Un' alimentazione con le giuste calorie e pochi grassi.
- Più frutta e verdura.
- Via i cibi spazzatura.
- Regole dettate dalla mamma e dal papà. Non quello che dice la TV (pubblicità fuorviante), tanto meno quello che permettono i nonni. E ancor meno, QUELLO che vogliono, o pretendono, i bambini.
- Più attività fisica per bruciare calorie, non ingrassare e stare meglio.
- E a voi mamme, belle ed in perfetta forma, soffermatevi a guardare vostro figlio con tanti chili in più. Correte ai ripari. Ma prima chiedetevi il perché.
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