È lì, dal 1998, all'inizio del lungomare nord di San Benedetto del Tronto, il monumento di Ugo Nespolo, pittore e scultore piemontese.
L'opera, alta sette metri, ha la forma di un uovo con la struttura di colore rosso e le lettere, in stampatello maiuscolo, nel toni del blu.
Chissà, forse i colori scelti
"rosso/blu" sono legati ai colori
della squadra di calcio della città?
"Lavorare, lavorare, lavorare,
preferisco il rumore del mare"
La scritta altro non è
che una parafrasi della poesia
di Dino Campana
(Marradi 1885 - Scandicci 1932):
"Fabbricare, fabbricare, fabbricare
Preferisco il rumore del mare
Che dice fabbricare fare disfare
Fare e disfare è tutto un lavorare
Ecco quello che so fare."
L'opera venne criticata da molti perché considerata irrispettosa verso il lavoro... quasi a voler incoraggiare l'ozio e il dolce far niente.
È lo stesso Nespolo che spiega che il messaggio è ben altro.
"Il lavoro nobilita l'uomo, ma quando il lavoro diventa lavoro & lavoro & lavoro, l'uomo viene schiacciato. E non sempre dal bisogno, ma spesso dall'avidità, dall'invidia, dal desiderio, da finte necessità che ci fanno trascurare i doni più belli che gratuitamente ci circondano.
Il mare, così, vuole significare tutto ciò che di grande e generoso ci circonda ed è un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che in ogni istante ci vengono offerti".
...preferisco il rumore del mare...